La seconda edizione di Film Middle East Now, in programma a Firenze dal 16 al 20 marzo, porta il Medio Oriente al cinema attraverso un ricco programma di 20 tra film e documentari - molti in anteprima italiana ed europea - offrendo un distillato della migliore produzione contemporanea di quest'area del mondo. L'obiettivo è quello di far conoscere la cultura e la società di questi paesi, oltre i pregiudizi e i luoghi comuni.
Focus particolari sono dedicati a Israele e Palestina, Afghanistan, Iraq e Libano. In programma anche incontri tematici e una mostra fotografica, Dream City, intenso reportage della fotografa olandese Anoek Steketee e dei giornalisti Eefje Blankevoort e Arnold van Bruggen incentrato sui parchi di divertimento nelle zone di guerra.
Il Festival - organizzato dall'associazione culturale Map of creation, diretta da Lisa Chiari e Roberto Ruta - si svolgerà presso il cinema Odeon (piazza Strozzi) e l'Auditorium Stensen (viale don Minzoni 25). E' organizzato in stretta collaborazione con la Fondazione Stensen e con il supporto del Comune di Firenze - Assessorato alla Cultura, della Mediateca Regionale Toscana Film Commission, e con il contributo del gruppo Why the Best? Hotels Firenze.
PROGRAMMA FILM
Nel focus sull'Afghanistan saranno presentati Skateistan di Orlando Von Einsiedel, sulle attività della ONG che insegna ai bambini di Kabul ad andare in skateboard e li sottrae a un destino di bambini di strada, e il bellissimo Afghan Star, documentario di Havana Marking sulla versione afghana di X Factor, concorso per giovani cantanti emergenti che è diventato l'evento televisivo di maggior successo del Paese.
La Palestina e Israele saranno raccontati in Budrus di Julia Bacha, pluripremiato documentario sulla comunità palestinese che ha iniziato una lotta non-violenta opponendosi agli insediamenti israeliani, mettendo assieme le varie fazioni palestinesi e attivisti israeliani. E poi verrà proiettato Fix Me di Raed Andoni, in cui il regista palestinese, afflitto da un tremendo mal di testa, ci accompagna nel suo percorso di psicoterapia, con un documentario acuto e ironico sull'essere palestinese. E attraverso altri titoli premiati della cinematografia israeliana contemporanea.
L'Iraq post-Saddam, caratterizzato dalla grande instabilità e dallo smarrimento della società civile, sarà raccontato da Son of Babylon di Mohamed Al-Daradji, odissea di un ragazzino kurdo alla ricerca di suo padre scomparso, film candidato agli Oscar; tra gli altri film, sarà proiettato Dream City di Thomas Kaan, sul parco dei divertimenti nel Kurdistan iracheno frequentato da sunniti, sciiti e soldati americani, tutti assieme in un microcosmo felice.
Il Libano, una delle società civili più vibranti e aperte del Medio Oriente, verrà rappresentato, tra le varie opera in cartellone, da A History Lesson di Hady Zaccak, documentario delicato e ironico girato in 5 scuole di Beirut, che racconta di un paese in cui non esiste una versione unica della storia nazionale.
Non mancherà uno spazio dedicato all'Iran, presente con The green wave, documentario intenso di Ali Samadi Ahadi sulle proteste e le repressioni durante e dopo la campagna di elezioni presidenziali in Iran, nel 2009, e 1001 Irans di Firouzeh Khosrovani, sull'immagine dell'Iran offerta dai media occidentali.
MOSTRA FOTOGRAFICA 'DREAM CITY'
Tra gli eventi speciali del festival c'è Dream City, il progetto di reportage della giovane fotografa olandese Anoek Steketee e dei giornalisti Eefje Blankevoort e Arnold van Bruggen incentrato sui parchi di divertimento. Dream City è una mostra fotografica alla Tethys Gallery (inaugurazione 18 marzo, fino al 14 aprile), realizzata con il supporto dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze e dell'Ambasciata dei Paesi Bassi. Un giro del mondo in 13 amusement park e 10 paesi, tra i quali il Medio Oriente occupa un posto di prim'ordine, con Iraq, Libano, Israele e Palestina.
"Remarkable places, luoghi colpiti o sfiorati dalla guerra, al limite della democrazia. I parchi dei divertimenti sono luoghi di osservazione speciale, dove si crea una sospensione della realtà", spiega la fotografa Anoek Steketee. "La prima volta è stata una coincidenza, nel 2006 a Duhok nel Kurdistan iracheno. Ci ritrovammo in questo parco, chiamato "Dream City", tra kurdi e soldati americani, sciiti e sunniti, intere famiglie sfollate da Baghdad. Sembravano girare in cerca di una pausa, dalla guerra".
L'ingresso ad ogni giornata di proiezione costa 5 euro.
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