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My French Film Festival, i film (francesi) preferiti dai nostri lettori

Carlo Griseri avatar Mercoledì 19 Gennaio 2011, 21:01 in Notizie, Recensioni di Carlo Griseri

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Fino al prossimo 29 gennaio si svolge online il primo My French Film Festival, per cui Cinefestival è stato chiamato a far parte della giuria di blogger internazionali.

Parleremo nei prossimi giorni dei film e dei corti in concorso, oggi ci concentriamo sulle vostre recensioni: abbiamo messo in palio alcuni codici per vedere gratuitamente i titoli del festival, e per farlo dovevate mandarci una recensione in due righe del vostro film francese preferito.

Lo avete fatto, e qui sotto trovate i titoli e le motivazioni che avete scelto. Lo spazio commenti è a disposizione di tutti per proseguire l'elenco...

Il favoloso mondo di Amélie di Jean-Pierre Jeunet (recensito da Gabriele)

Perché da quel film ho capito cosa significa lentezza, cosa significa gioire per le piccole cose, che un nano non sta sempre in giardino, che una foto-tessera è alle volte più importante di un album di matrimonio. Perché raccontare le cose piccole dell'animo umano non è semplice, e Amélie le trasforma in bibbia, in corano, in kamasutra. Tutte insieme, senza religione, nazione, cultura. Solo bellezza. Quasi invisibile agli occhi. Del resto sempre di francesi si tratta...

L'amante inglese (Partir) di Catherine Corsini (recensito da Vincenzina)

Per come affronta la tematica dell'amore nelle sue mille sfaccettature e di cosa puo' accadere quando si esce al di fuori delle convenzioni di cui spesso siamo prigionieri: è molto intenso e proprio per questo è il mio preferito.

La cena dei cretini di Francis Veber (recensito da Marco)

Forse una scelta inaspettata con tutti i capolavori e grandi registi (da Chabrol a Truffaut), ma pochi hanno al mondo una verve comica pari a quella di Veber e questo è il suo capolavoro. Piango (dal ridere!) ogni volta che lo vedo. Indimenticabile il compianto Jacques Villeret.

Tutte le mattine del mondo di Alain Corneau (recensito da Antonia)

Perché riesce a trasmettere il rigore e la passione per la sua arte di grande musicista. Arte e vita sono la medesima cosa, la musica è la lingua degli affetti di un uomo riservato e sensibile.

Delicatessen di Jean-Pierre Jeunet (recensito da Andrea)

Ironia, un po' di demenzialità e il messaggio positivo che è sempre possibile cambiare le cose, anche quando tutto sembra senza via d'uscita.

Il Piccolo Nicolas e i suoi genitori di Laurent Tirard (recensito da Antonio)

Grandioso non solo per l'umorismo puro, il candore e la genuinità che sgorga lungo tutta la storia, ma anche per l'attenta costruzione scenografica e la cura della regia, che lo rendono un film riuscito sotto ogni aspetto.

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