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Sottodiciotto 2010, incontro con Béatrice Bakhti, regista di 'Romans d'ados'

Carlo Griseri avatar Venerdì 17 Dicembre 2010, 09:03 in Interviste, Sottodiciotto di Carlo Griseri

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Uno degli eventi più interessanti di Sottodiciotto 2010 (accando agli incontri con Ghobadi e Jeunet) è sicuramente la proiezione dell'intero progetto Romans d'ados, curato dalla regista svizzera Béatrice Bakhti.

Quattro documentari che seguono la vita di 7 ragazzi con cadenza regolare per sette anni, dal 2002 al 2008, nella loro vita quotidiana a Yverdon-les-Bains, una cittadina nel cuore della Svizzera francofona, e montando i materiali girati in una tetralogia d'eccezione.

Si incontrano i protagonisti dodicenni, ognuno con la sua personalità in fieri - Virginie "la sfrontata, Xavier "il filosofo", Rachel "la sognatrice", Thys "il bravo ragazzo", Mélanie "l'impaziente", Aurélie "la romantica", Jordann "il bad boy" - si entra gradualmente nelle loro vite, si approfondisce via via la conoscenza, li si vede letteralmente crescere sullo schermo fino al raggiungimento dei sospirati 18 anni.

Sottodiciotto ha organizzato un incontro stampa con Béatrice Bakhti e Nasser Bakhti, suo marito e produttore del documentario. Cinefestival era ovviamente presente, ecco i video (N.B.: avremmo voluto sottotitolare l'intervista, ma per motivi di tempo non abbiamo potuto. E' rimasto quindi l'alternato tra la risposta in francese e la traduzione in italiano):

La difficoltà di un progetto simile è anche nei numeri: una durata complessiva di 6 ore e mezza, 400 ore di girato, 1 anno e mezzo di montaggio (e 7 anni di riprese!). Un'opera mastodontica, che ha faticato moltissimo a trovare produttori disposti a rischiare: i finanziatori potenziali avevano paura che i ragazzi crescendo potessero cambiare idea e mollare il progetto.

La crescita dei ragazzi ha inevitabilmente portato a mutamenti anche nel loro rapporto con la telecamera e con l'intervistatrice, aiutata in questo dalle sue competenze da psicologa.

Da contratto nessuno dei ragazzi e dei loro parenti aveva la possibilità di vedere il girato fino alla fine del lavoro: la prima proiezione per loro è stata di notevole intensità...

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