Tematiche attuali
Avevo voglia di trattare varie tematiche, tra cui la solitudine di due persone adulte che vivono una situazione estrema in cui ognuno dei due arriva a provare il bisogno dell'altro. Mi interessava inoltre rappresentare la Sindrome di Stoccolma e analizzare il particolare rapporto che si può generare tra una donna sequestrata e il suo stesso carnefice. Sicuramente il soggetto del film è anche quello della violenza sulle donne che è una cosa molto reale e attuale, purtroppo.
"Voglio ferirti ma non so come farlo"
Nel film il protagonista maschile dice alla donna che vuole ferirla, ma non sa come farlo: volevo mostrare che questo ragazzo non è un pazzo, ma solo un uomo disperato e volevo farlo dal punto di vista della donna che attraversa diversi stati d'animo. Inizialmente non capisce il motivo del suo sequestro, poi arriva persino a provare una sorta di simpatia per quell'uomo che ha bisogno di vendicarsi ma non sa come fare.
Un finale positivo
Penso che la scelta di far terminare il film con l'arresto dell'uomo fosse l'unica soluzione possibile e la trovo quasi positiva; dopo tutto quello che i due personaggi hanno infatti vissuto insieme era impossibile per loro costruire un nuovo rapporto. Lei era troppo carica di sentimenti nefasti, dal senso di colpa unito al desiderio di vendetta. Nessuno dei due può essere neutrale, devono prima liberarsi di questi sentimenti contrastanti per poter avviare una relazione. In fondo denunciandolo lei sfoga il suo desiderio di vendetta e poi forse potranno davvero instaurare un rapporto amoroso.
Un personaggio spezzato
Il personaggio della donna è molto complesso; viene descritta come egoista, ma noi non sappiamo nemmeno se dav vero ha contribuito a causare la morte della moglie del ragazzo con la sua negligenza, o se sia stato semplicemente un caso di setticemia. L'uomo però necessita di un colpevole per sfogare il suo desiderio di vendetta, indipendentemente dalle responsabilità morali della donna. La protagonista sembra non evolvere caratterialmente, confermando di avere l'indole egoista di cui il suo sequestratore l'accusa, ma sarebbe stato utopistico pensare che, in un lasso di tempo così breve, una donna che proviene dal fallimento del suo matrimonio potesse rendersi conto della propria solitudine e cambiare. Sicuramente grazie al suo rapitore si rende conto del suo egoismo e questo è il primo passo verso un possibile cambiamento futuro. La sua vita è stata spezzata e la freddezza che contraddistingue il suo atteggiamento ne è la prova; inoltre, capita spesso che i medici, essendo abituati ad avere a che fare con la vita delle persone quotidianamente, si trincerino dietro statistiche e dati per proteggere se stessi. Sembrano quindi freddi e distaccati, ma è una difesa. Ciò è invece in totale contrasto con il carattere dell'uomo, che dai sentimenti, e dalla loro violenza, viene completamente sopraffatto. Per questo è naturale che si noti maggiormente l'evoluzione del suo personaggio durante lo svolgimento del film. Il loro carattere arri va forse ad av vicinarsi; infatti quando lei esce dalla segregazione è meno razionale e agisce più in preda all'istinto, arri vando in un certo modo ad assomigliare a lui.
La discrezione della musica come scelta
La musica nel film è quasi assente per la prima parte proprio per donare un senso di neutralità. Ho aggiunto solo alcuni elementi sonori nella seconda parte per rappresentare lo stato d'animo della donna.
Una doppia sfida
Questo è un film che nessun regista dovrebbe realizzare come seconda opera: un film che si svolge in uno spazio claustrofobico. Ho insistito molto per girare in una stanza così angusta, pur con tutte le difficoltà tecniche che ne derivano e devo dire che, oltre a essere stata una sfida, è stato un grande esercizio che ha condotto a diverse riflessioni sulle tecniche di regia più appropriate a quello spazio. La seconda sfida a cui sono andata incontro è stata la scelta della protagonista femminile. Avevo in mente Kristin Scott Thomas già in fase di sceneggiatura, ma ero praticamente certa di un suo rifiuto. Invece, siamo riusciti a farle leggere la sceneggiatura tramite il suo agente; quando poi si è dimostrata interessata al progetto, ero ancora certa che rifiutasse perchè non disponevamo di molti soldi per il film e invece ha acconsentito, mettendo a disposizione tutta la sua grande esperienza di attrice in modo molto semplice.
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