Un antipasto di Sottodiciotto con la proiezione di Foutaises (qui sotto in versione 'non sottotitolata'): la prossima edizione - la numero 11 - del festival torinese proporrà una retrospettiva del geniale regista francese Jean-Pierre Jeunet.
Lungometraggi (da Delicatessen all'ultimo L'esplosivo piano di Basil - in uscita a gennaio, passando per Amelie) e cortometraggi, l'ultimo dei quali è proprio questo Foutaises, datato 1989 e vincitore del César in quell'anno.
A presentare la proiezione - organizzata dal CNC - Centro Nazionale del Cortometraggio - i due curatori della retrospettiva (e della monografia che sarà pubblicata nell'occasione), Stefano Boni e Massimo Quaglia: "Questo Foutaises, un titolo che si può tradurre in 'cazzate', è diverso da tutti gli altri corti di Jeunet: è meno cupo, è molto meno nero. E' stato realizzato in parte con materiale girato e in parte con filmati di repertorio: dalla sua visione traspare il piacere di fare un film, di jouer le cinema", hanno detto.
"Questo - ha detto Jeunet - era un film fatto per una questione di urgenza personale. L'ho realizzato con i soldi che avevo messo da parte per pagare le tasse: dissi al ministero che non avevo il denaro e chiesi una dilazione di sei mesi. Invece con quei soldi ho fatto il film. Poi sono riuscito a venderlo a Canal Plus e con i proventi ho pagato le tasse. In buona sostanza, possiamo dire che sia stato finanziato dal Ministero delle Finanze, che oggi ringrazio!".
Un corto che, dice lo stesso Jeunet, è più che altro una 'prova d'attore': lo interpreta il 'feticcio' del regista francese, Dominique Pinon, che Jeunet ha scelto per la sua testa. "Mi piace la sua testa - avrebbe detto il regista - molto più di quello che c'è dentro!".
Jeunet, hanno detto in conclusione i due curatori, è "un maestro nel coniugare le ragioni del pubblico e della critica: non è una cosa facile, ma per questo una parte della critica lo snobba. Con il nostro lavoro abbiamo cercato di rendergli il gusto merito".
Appuntamento con Jeunet (in persona) e con il Sottodiciotto a Torino a partire dal 9 dicembre!
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alle 18:34
sara
mi sembra una retrospettiva imperdibile! anche se il connubio con Caro mi è sembrato più vincente delle carriere che i due registi si sono costruiti da "separati"... almeno finora