Va dato atto a Marco Risi di aver riportato sotto i riflettori la storia di Giancarlo Siani con il suo Fortapasc, ma va dato atto anche a Maurizio Fiume di averlo fatto per primo con il suo film E io ti seguo, che ora Koch Media ed Eskimo portano nei negozi in dvd (dal 24 settembre).
In concomitanza con il venticinquennale della morte del giornalista Siani, cronista napoletano assassinato della camorra, il film arriva sugli scaffali (al prezzo di 14,90 €) con un buon supporto di contenuti extra.
Nel dvd infatti si potranno trovare due cortometraggi dello stesso autore (Confini e Drogheria), una video scheda su Giancarlo Siani a cura di Sandro Di Domenico e Federico Tosi dal titolo Per amore di verità, Premio Giornalismo Internazionale di Perugia 2009, una inedita galleria fotografica e l’introduzione al film dello scrittore Angelo Petrella (La città perfetta) che al caso Siani ha recentemente dedicato un racconto pubblicato nell’antologia La ferita, anche riprodotto nel booklet di 24 pagine che accompagna il dvd.
Sinossi. La ricerca della verità e l’attenta analisi delle dinamiche della camorra nel napoletano hanno guidato la vita di Giancarlo, che si è spinto troppo oltre e ci ha lasciato con un ultimo articolo apparso il giorno prima della sua morte, il 23 settembre del 1985, appena ventiseienne.
Il regista Maurizio Fiume ne ripercorre la storia in un film del 2003 vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui il 27e FESTIVAL DES FILMS DU MONDE a MONTREAL 2003, 40mi INCONTRI INTERNAZIONALI DEL CINEMA a SORRENTO nel 2003, 6th Inter. Meeting of Cinema & History Film Festival di Istambul, 2003, il 22mo FAJR INTERNATIONAL FILM FESTIVAL, TEHRAN 2004, il NAPOLI FILM FESTIVAL e i premi per il miglior soggetto originale al PREMIO CINEMA DEMOCRATICO e per il miglior protagonista a Yari Gugliucci in occasione del CLOROFILLAFILMFESTIVAL 2004.
Anche Roberto Saviano ha espresso il suo apprezzamento per il film: “E io ti seguo è un film con il prezioso merito di ricostruire in modo significativo la vicenda di Giancarlo Siani, il suo percorso umano e la sua professione innescata dalla passione del vero”.
Ancora una volta Maurizio Fiume ripropone soltanto un'operazione commerciale collegandola alla memoria di un CRONISTA 26enne ucciso dalla camorra, precipitando nell'assoluto squallore. Quella sequenza di immagini (chiamarlo film è offensivo per i Film veri). «GLI ORTODOSSI» sul caso Siani - me in testa - reputano questo film (documentato) una vera offesa alla memoria dell'amico e collega UCCISO dalla camorra di Marano con l'appoggio morale di quella oplontina. Accurate indagini (interne alla redazione e delle ...FFOO) hanno accertato che l'unico complotto per uccidere Giancarlo è stato quello della camorra. NESSUN altro, ripeto NESSUNO oltre la camorra ha tramato per la sua morte. Questo film è un'offesa alla memoria di Giancarlo, ai suoi amici e colleghi e all'arte cinematografica. Maurizio Fiume non è nuovo, su questo tema, a episodi analoghi. La famiglia di Giancarlo Siani ha preso le dovute distanze da questa sequenza d'immagini e dal cortometraggio che uscì poco dopo il delitto e che «qualcuno» cercò di vendere alle scuole, contrabbandandolo come opera autorizzata dalla famiglia.
Maurizio Cerino
TFF 2010, l'esperimento TF Lab funziona (e continua...)
Al via il Torino Film Festival: premio speciale per Giuseppe Bertolucci
TFF 2010, Gianni Amelio presenta il festival. Il video
Intervista a Causo e Di Giorgio, autori di 'Halloween, dietro la maschera di Mic…
Sottodiciotto 2010: attesa per la retrospettiva dedicata a Jean-Pierre Jeunet
Hachiko: la storia d'amore tra un cane e il suo padrone. Richard Gere in un film s…
Martina Stella su Playboy Italia: ecco le foto...
Ritratti: Amber Heard, la 'lesbica più sexy del pianeta'
Oscar 2011: tutti i vincitori. Trionfano Colin Firth e Natalie Portman
Ischia Global, al via un festival spettacolare: Elsa Pataki madrina, l'Era Glacial…
alle 21:33
Maurizio Fiume
Non è la prima volta che Maurizio Cerino, un giornalista del Mattino, offende il mio lavoro e quello dei tanti che hanno collaborato alla realizzazione del film “E io ti seguo” , ora diffuso nelle librerie e videoteche in una edizione dvd.
Ho deciso da tempo di non replicare alle offese ma, in questo caso, mi sembra doveroso fornire qui alcune informazioni precise a chi non conosce nel dettaglio la vicenda.
Accusare un film a bassissimo budget, indipendente, autoprodotto e senza finanziamenti pubblici e televisivi, di essere un ’”operazione commerciale” è francamente ridicolo.
Ancor più se quest’accusa proviene da un collaboratore alla sceneggiatura del film “Fortapasc” – che com’è noto anch’esso racconta la vicenda Siani – costato tre milioni e mezzo di euro grazie a un finanziamento pubblico del Ministero per i beni e le attività culturali, alla coproduzione di Rai Cinema e Regione Campania, e diffuso, esso sì, in ambito commerciale. Legittimamente.
D’altra parte basta vedere “E io ti seguo” per comprendere come io e i miei collaboratori abbiamo puntato a raccontare la vicenda senza aggiustamenti, ammiccamenti, concessioni al gusto televisivo e fare dell’indipendenza il marchio di qualità del lavoro dedicato a Giancarlo Siani. Voglio inoltre ricordare i molti ostacoli che ne hanno impedito finora la circolazione, soprattutto a Napoli, tra cui la “censura” del Comitato di redazione del Mattino (2004) e della consulta sindacale dei giornalisti della Campania con i vertici dell’Associazione napoletana della stampa che si espressero senza neppure aver visto il film.
In merito al cortometraggio “In nome di Giancarlo” (da me realizzato nel 1991, grazie al Premio Filmmaker, inserito nell’edizione dvd di “E io ti seguo”), ricordo la proiezione all’Alcyone a Napoli per le scuole, organizzata dalla redazione napoletana di Repubblica, in cui intervennero Amato Lamberti e Paolo Siani. Successivamente qualcuno fece copie non autorizzate del corto da un master che avevo messo a disposizione per la proiezione durante l’iniziativa. All’epoca mi vivevo a Roma ma appena ebbi notizia dell’episodio intervenni recuperando il master.
Per quanto riguarda la famiglia Siani non mi risulta che abbia mai preso le distanze dal mio film e, sinceramente, non riuscirei a vederne motivo. Mi risulta invece un atto di cessione a Gianfranco De Rosa (produttore esecutivo di “Fortapasc”) per l’uso in esclusiva del nome di Giancarlo Siani. E ho perciò pensato che questa collaborazione “esclusiva” labbia portato la famiglia a non entrare in relazione con la produzione del mio film. Non a caso in “E io ti seguo” il nome di Siani non viene mai pronunciato e il film è dedicato al cronista ucciso dalla camorra.
Quanto al contenuto del film mi sono attenuto ai fatti e i fatti sono le indagini svolte dal pubblico ministero Armando D’Alterio e dal capo della squadra mobile della questura di Napoli Bruno Rinaldi che hanno portato alla sentenza definitiva di condanna all’ergastolo di killer e mandanti.
Sul ruolo svolto da alcuni giornalisti (tra cui Cerino) basta leggere l’interrogazione parlamentare del deputato Mara Malavenda al ministro dell’Interno che nella seduta della camera del 29 ottobre 1999 in venti punti riprende in maniera testuale le conclusioni della relazione di polizia giudiziaria sulle indagini del caso Siani (8 dicembre 1993 e 11 agosto 1995) stilata da Bruno Rinaldi (Atti Parlamentari 4-26560).