Fresco padre di una bambina (lo abbiamo disturbato per l'intervista proprio il giorno successivo alla nascita, e ci scusiamo ancora per l'invadenza...), Edoardo Winspeare è uno dei registi più interessanti del panorama italiano: il suo ultimo film, Galantuomini, ha avuto ottimi riscontri di critica e la sua ultima fatica, il documentario Sotto il Celio Azzurro, è stato presentato con successo al Festival del cinema di Roma 2009.
Il suo ultimo lavoro (girato nel centro didattico Celio Azzurro), il suo impegno contro l'abusivismo edilizio e i suoi prossimi progetti cinematografici: sono gli argomenti che abbiamo trattato con Winspeare.
Il regista ha già all'attivo quattro film (Pizzicata, Sangue vivo, Il Miracolo e Galantuomini), con i quali ha ricevuto riconoscimenti in festival italiani e internazionali (qui l'elenco completo).
Al festival di Roma ha presentato il documentario Sotto il Celio Azzurro: come nasce questo progetto?
E' nato molto semplicemente, il mio amico e direttore della fotografia Paolo Carnera aveva due figli che hanno frequentato il Celio Azzurro e mi ha coinvolto: mi raccontava sempre che voleva fare un film sull'Italia che ha speranza, doveva essere un grande documentario, volevamo capire se davvero il nostro Paese non è altro che una valle di lacrime in cui c'è solo mafia, corruzione, persone senza ideali... o se c'è anche altro. Com'è possibile che la culla del Rinascimento si sia ridotta a questa schifezza?
Il progetto del grande documentario è poi sfumato, e Paolo allora mi ha convinto a passare un mese con i ragazzi del Celio Azzurro. Un mese che poi, dato il mio entusiasmo, si è trasformato in un anno: è veramente straordinario quello che fanno.
Il documentario è molto particolare, lei ha scelto di immergersi nell'atmosfera della scuola senza fare interviste, di raccontare le storie dei maestri semplicemente guardandoli lavorare.
Io non amo molto le interviste perché credo abbiano sempre qualcosa di impositivo, non 'in positivo' ma nel senso che si impongono, sono sentenziose. Io poi sono un regista che vuole scomparire, voglio che lo spettatore veda il film e non il regista (ovviamente poi se si riconosce uno stile, se c'è un'idea poetica ed estetica, sono ben contento).
Ma uno deve appassionarsi alla vicenda che sto raccontando: raccontando i maestri poi racconto anche i bambini, il loro metodo di integrazione serve ai piccoli ma anche ai genitori - come si vede nel film - e poi mi piaceva questa allegria, che non so se esce fuori dal film, questa gioia di vivere che si respira al Celio Azzurro.
L'esperienza al festival di Roma com'è stata?
Il documentario è stato accolto molto bene, e nei prossimi mesi dovrebbe anche arrivare nelle sale, ma ancora non so quando precisamente [Vi terremo aggiornati, NdR].
A Roma era presente anche come 'intervistato' nel documentario L'Italia del nostro scontento, in cui affrontava un tema che le sta molto a cuore, quello dell'ambiente e dell'abusivismo edilizio.
Ho anche fondato un'associazione nel settore, Coppula Tisa. Io sono sempre stato molto sensibile al tema del paesaggio, ma non come fine esteta, come artista che dice 'Che bello, così riesco a passeggiare e riflettere sulle mie opere, e bla bla bla...'.
Semplicemente il paesaggio è lo specchio della nostra anima, specialmente quello italiano che non è selvaggio, è perlopiù plasmato dall'uomo: lo è stato per secoli, noi siamo gli inventori del paesaggio dell'arte.
L'Italia è raccontata dal proprio paesaggio: pensiamo al lavoro dei contadini in Puglia e in Toscana, ai terrazzamenti liguri, le colline trevigiane e friulane... dappertutto! E tutto questo da 50-60 anni è totalmente negletto, è trattato malissimo: il paesaggio ha un valore non solo estetico, ma anche sociale e morale. E poi c'è la questione ambientale: da noi si costruisce abusivamente, si buttano i rifiuti ovunque senza regole... E' anche una lotta di civiltà.
I suoi prossimi lavori?
Il mio nuovo film sarà una commedia, proprio su questo tema: parlerà della più grande speculazione edilizia della provincia di Lecce, e di una comunità che combatte contro tutto questo.
Il mio paragone è 'Asterix contro i barbari': è la storia dell'ultimo paese salentino civile che ha intorno i barbari della speculazione e del capitalismo della peggior specie. Lo girerò nel 2010 e lo vedremo nel 2011.
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