"Siamo passati dal costo miracolico di Piano 17 (Premio del pubblico qui al Noir in Festival, NdR) al costo zero di Cavie", spiegano i Manetti Bros a Courmayeur, in fase di presentazione del loro ultimo lavoro.
Un film-saggio, realizzato al termine di un Master in Acting tenuto dai registi alla Scuola di Cinema di Roma: "Avremmo dovuto realizzare un cortometraggio, ma non riuscivamo a scriverne uno che desse ai nostri 12 attori le stesse possibilità. E allora abbiamo scritto un film".
Inizialmente la sceneggiatura era stata pensata da (altri) ragazzi della stessa Scuola: "L'idea che era venuta fuori parlava di api assassine che invadevano la terra! Abbiamo provato a farlo, ma era irrealizzabile. E vedendo passare un camion dei traslochi davanti al tavolino del bar al quale eravamo seduti per sbrogliare la situazione, ci è venuta l'ispirazione".
La sinossi: Sei persone, nulla in comune tra loro, si risvegliano ammanettati nel retro di un camion. Scaricati in un bosco senza motivo, nessun indizio né cibo, solo una cassa piena di armi ed un libro, "Vincere in guerra" di Brian Hill. Non c'è via di fuga, non sono soli, qualcuno gli dà la caccia, ed il bosco si tingerà del loro sangue. Dovranno scegliere se essere prede o cacciatori, uomini o... cavie.
Ecco il trailer:
"A quel punto però mancava solo una settimana all'inizio delle riprese (che si sono concluse in 3 settimane, ma non abbiamo potuto girare tutti i giorni), è stata un po' una corsa contro il tempo e il film ancora non è finito, c'è ancora qualcosa qua e là che vogliamo sistemare".
Quella di Courmayeur è l'anteprima assoluta di un film nel cui destino difficilmente ci sarà la distribuzione in sala: "Anche per una questione tecnica, non è adatto alla sala. Faremo qualche proiezione, certamente, e poi con ogni probabilità lo faremo uscire in dvd: abbiamo già molte richieste, in Italia e all'estero".
Il messaggio che i fratelli Manetti vogliono lanciare con questo loro film è anche che "il cinema è più facile da fare di quello che sembra", che se si ha passione si può girare qualcosa di credibile anche senza soldi.
La storia sembra in parte un remake horror di Lost, e gli stessi registi lo ammettono in sala, ma le ispirazioni sono molte ("C'è anche qualcosa di Hitchcock, almeno in alcune inquadrature").
Se come saggio Cavie supera abbondantemente gli esami, essendo ben girato e ben costruito (non tutti gli attori sono parsi alla stessa altezza, ma hanno giustamente tutti uno spazio adeguato nella storia), resta qualche dubbio in più sul 'senso' di vedere in sala un film così.
Problema risolto, però, dalla dichiarazione degli stessi Manetti che Cavie sarà uno straight-to-video: un horror piacevole, forse troppo poco splatter (a dispetto delle attese!) e un po' lento nella prima parte ma decisamente godibile.
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alle 08:28
Top Grade Acai
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