Francois Ozon ha scelto il Torino Film Festival per presentare all'Italia il suo ultimo film, "Le Refuge" (da non confondere con "Ricky", altro film di Ozon in queste settimane nelle sale), premio speciale della giuria al recente festival di San Sebastian.
"Un anno fa, una mia amica attrice mi ha telefonato per darmi la bella notizia che aspettava un bambino. Due giorni dopo, l’ho chiamata per proporle di fare un film sulla sua maternità. All’inizio era entusiasta, ma una settimana dopo si è tirata indietro. Deluso, stavo per abbandonare il progetto, quando la mia direttrice casting mi ha detto che Isabel Carré era incinta. Subito mi è ritornato l’entusiasmo. Per anni avevo sognato di fare un film con un’attrice incinta. Ho spesso indagato il tema della maternità, ma non mi sono mai soffermato sulla gravidanza", ha detto Ozon sulla sua ultima fatica.
Eccone una clip video:
La trama: In un lussuoso appartamento parigino, Mousse e Louis conducono un’esistenza segnata dalla dipendenza dalle droghe, nonostante l’amore che li unisce. Una mattina, mentre Mousse è incosciente, il ragazzo muore per overdose; quando scopre di essere incinta, la ragazza si rifugia in una casa sul mare, dove porta avanti la gravidanza come ultimo legame che le rimane con il fidanzato. Il suo isolamento è interrotto dall’arrivo di Paul, fratello di Louis, a cui Mousse si affida, scoprendosi non ancora pronta per essere madre.
Un film, francamente, deludente: manca il 'tocco' di Ozon, quello a cui ci aveva abituato finora, che avrebbe trasformato una storia non particolarmente originale né coinvolgente in qualcosa di più, qualcosa di magico e da ricordare.
Se Isabelle Carré regge molto bene il ruolo, aiutata anche dalla sua vera gravidanza, non altrettando si può dire del musicista (qui all'esordio sul grande schermo) Louis-Ronan Choisy, molto bello ma non altrettanto espressivo. Bella, invece, la canzone che regala al film (e che nei titoli di coda canta insieme alla Carré).
Ecco uno stralcio dell'intervento di Choisy in conferenza stampa a Torino: "Nella vita faccio il cantante, il passaggio all’interpretazione di un personaggio in un film è arrivato per caso. Conoscevo Ozon e l’ho invitato ad un mio concerto visto che avevo già molta stima di lui e conoscevo i suoi lavori. Alla fine della serata abbiamo parlato tra le altre cose anche del nuovo film che stava preparando. Era in difficoltà nella ricerca del protagonista maschile perchè non riusciva a trovare qualcuno che facesse trasparire la fragilità interiore che doveva caratterizzare il personaggio di Paul. Mi ha quindi offerto il ruolo, cosa che mi ha fatto molto piacere per la stima che ho di lui. E sono stato fortunato ad incontrare per il mio debutto nel cinema anche una collega come Isabelle Carré, che si è rivelata estremamente generosa e sensibile sotto l’aspetto umano tanto da mettermi completamente a mio agio".
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