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Intervista a Emanuele Salce, figlio di Luciano e regista de "L'uomo dalla bocca storta"

Carlo Griseri avatar Venerdì 13 Novembre 2009, 11:30 in Festival di Roma, Interviste di Carlo Griseri

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Nel 2009 ricorrono i vent'anni dalla morte di Luciano Salce, attore-autore-regista teatrale, cinematografico, radiofonico e televisivo.

Per omaggiarlo, il Festival del Cinema di Roma ha proiettato il documentario "L'uomo dalla bocca storta", realizzato dal figlio Emanuele e da Andrea Pergolari. Tante le interviste inserite: tra le altre, quelle a Giorgio Albertazzi, Lino Banfi, Alessandro Gassman, Lelio Luttazzi, Ennio Morricone, Gigi Proietti e Catherine Spaak.

Abbiamo intervistato Emanuele Salce (nella foto qui sotto). 

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Come mai 'ora' questo documentario? Si è 'sentito pronto', dice nel pressbook: quale è stata la spinta decisiva?

Beh, primo o poi andava fatto. Era nell'aria. Io pronto lo ero anche prima: il progetto con Andrea Pergolari lo avevamo da 3-4 anni, ma mai nessuno lo aveva 'sposato'. La spinta decisiva è stata anche quella produttiva, che prima era concretamente mancata. Abbiamo iniziato prima con la monografia due anni fa (che però uscirà tra un mese), ci sembrva più fattibile e richiedeva meno 'organizzazione'...

L'idea di inserire le interviste realizzate in via Salce come nasce? Quale il significato di questo inserto?

E' stato quasi un caso in fase di ripresa, poi in montaggio una scelta. Quando andammo a girare in 'Via Salce', come semplice location documentale, trovammo una situazione alquanto inattesa e curiosa. Avendo una troupe con me, decisi di improvvisare qualche intervista. In moviola è diventata poi una sottotraccia portante del nostro racconto, che altrimenti avrebbe avuto il solito taglio "archivio/interviste". Sdrammatizza, ironizza, auto-ironizza ed offre un altro spaccato di una certa realtà. Credo, forse presuntuosamente, sia rappresentativa dello spirito dei Salce. Mio padre non era certo una persona che si autocelebrava. Credo avrebbe riso anche lui. 

Quale aspetto della carriera di suo padre le è più caro nel ricordo, da attore, regista, cinema, teatro, radio...? In quale crede sia riuscito ad esprimersi al meglio?

Il ricordo più caro è a tutto tondo, a 360°. Credo mio padre sia riuscito ad esprimersi con grande capacità in ogni 'luogo' artistico col quale si è misurato. Il mio giudizio potrebbe essere considerato di parte comunque. Ma proverei a chiedere ai diversi pubblici (tali erano): da quello radiofonico, a quello televisivo a quello cinematografico se oggi non sentano una certa mancanza di quell'intelligenza, quell'ironia, quella preparazione...

La scelta del titolo da cosa è dipesa?

Intanto dal doverne dare uno... E' stata una delle ultime cose ed anche delle più ostiche.Poi l'ispirazione arrivò un giorno mentre con Andrea cercavamo parcheggio. Volevamo dare un titolo che racchiudesse anche una connotazione rappresentativa di mio padre, che ne richiamasse il ricordo ed in qualche modo l'originalità. Non la mera ricerca di un titolo 'originale'. Io e Andrea ne fummo convinti da subito. Altri a noi vicino un po' meno. Poi finì per essere 'complimentato' da tutti. Credo sintetizzi lo spirito del nostro lavoro e dell'uomo a cui l'abbiamo dedicato. 

L'esperienza al Festival di Roma come è stata? E ora che futuro avrà il documentario?

Ottima! Faticoso arrivarci in tempo dato il ritardo da cui il nostro lavoro, una volta in cantiere, è stato 'vessato'. Io e Andrea siamo stati tutto agosto a Roma, con 40°, mattina e sera davanti ad un computer a montare, a discutere, a smontare e a rimontare... Poi siamo riusciti a mandare una copia lavoro a Piera Detassis, che lo ha apprezzato molto ed è subito diventata una sostenitrice dell'idea di omaggiare il ventennale della scomparsa di Luciano Salce presso il Festival di Roma. Abbiamo riempito una sala di 300 posti, molta gente è dovuta rimanere fuori... Alle 12 di un lunedì lavorativo. Non facile a Roma. Per ora il ciclo vitale di questo documentario prosegue la sera del 17 dicembre (anniversario della scomparsa di mio padre) su Sky Cinema Italia. Passaggio unico purtroppo... Poi attraverso qualche proiezione in alcuni cineclub in giro per l'Italia ed infine attraverso le copie che distribuisco io in prima persona andando per citofoni di amici e conoscenti... peccato! Un'occasione persa per tutti...

Lei su cosa sta lavorando?

Cinema, fiction, teatro (con Lillo e Greg), un monologo e forse la stesura di una commedia da scrivere con Andrea in un prossimo futuro. Insomma, ci diamo da fare per lo meno...

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