Ventimila presenze, quasi il doppio dello scorso anno, e 400 accreditati: sono i dati che registra la 50a edizione del Festival dei Popoli, che si è conclusa sabato al Cinema Odeon di Firenze.
"La 50a edizione – ha dichiarato Giorgio Bonsanti, presidente del Festival dei Popoli – ha avuto luogo in un momento in cui il documentario si inserisce nella comunicazione globale non solo come scelta artistica e cinematografica ma come mezzo d’informazione indispensabile. I numerosi spettatori hanno dimostrano che l’offerta culturale del Festival ha intercettato l’esigenza del pubblico (sin dai più giovani) di vedere sia i documentari che hanno raccontato la storia del Festival (la sezione omaggio ai 50 anni del Festival) e sia quelli che hanno mostrato la più stringente attualità".
"Sono molto contento – ha detto Luciano Barisone, direttore del Festival dei Popoli – non soltanto per l’affluenza numerosa ma anche perché il Festival è stato un luogo in cui molti registi, produttori e operatori si sono incontrati. Momenti in cui sono nati molti progetti, un mercato di idee e iniziative future".
I VINCITORI
La giuria del Concorso Lungometraggi ha assegnato il premio dei Popoli al miglior Documentario (10.000 euro) a "Defamation" di Yoav Shamir (Danimarca/Austria/Israele, 2009). "Questo film – si legge nella nota della giuria - spiritoso, elegante, intelligente e pieno di humor evidenzia le molteplici sfaccettature di quello che oggi chiamiamo antisemitismo e il suo uso politico".
Il Premio dei Popoli alla miglior Regia (5.000 euro) al cineasta più innovativo è stato assegnato a Alberto Arce e Mohameed Rujailah per il film "To shoot an elephant" (Spagna, 2009). "Questo film – si legge nella nota - ci ha trascinato in una discussione appassionante e non ci ha più abbandonato. Abbiamo voluto premiare i registi per averci fatto condividere un'esperienza emozionante, fisica, stressante. Per essere rimasti sul posto a testimoniare gli orrori e la distruzione causati dall'assedio della Striscia di Gaza all'inizio di quest'anno". La Targa Gian Paolo Paoli per il miglior film etnografico antropologico è andata a "Depuis Tel Aviv", di Naruna Kaplan De Macedo (Francia, 2009).
La Giuria ha inoltre assegnato il Premio per la Distribuzione istituito dalla Fondazione Ente dello Spettacolo per favorire la circolazione del film che meglio mette in evidenza i valori umani e civili (una borsa di studio di 5.000 euro per la società italiana che acquista e distribuisce il film premiato) a "Petropolis" di Peter Mettler (Canada, 2009).
La Giuria del Concorso Cortometraggi composta da studenti dell’Università di Firenze della Lorenzo de’ Medici ha assegnato il Premio Lorenzo de’ Medici (2.500 euro) a "Arsy Versy" di Miro Remo (Repubblica Slovacchia, 2009).
La giuria del premio “UCCA – Venti Città” ha assegnato il Premio “UCCA – Venti Città” dell'Unione Circoli Cinematografici Arci per sostenere la promozione del documentario italiano (proiezione in almeno 20 città del film vincitore nei circoli del cinema dell'Arci) a "The Land of Jerry Cans", di Paola Piacenza.
Il Premio del Pubblico è stato vinto per i lungometraggi da "In Purgatorio", Purgatorio di Giovanni Cioni, per i cortometraggi "Upe" di Rimantas Gruodis e Julija Grudiene e per la sezione Stile Libero "Human Terrain" di James Der Derian, David Udris e Michael Udris.
Nel corso del Festival anche la premiazione del Premio Solinas: qui sotto i video dell'intera serata. Il Primo Premio di 5.000 euro al progetto "Carenas – Catene" di Francesca Balbo, e la Giuria ha inoltre assegnato due Menzioni Speciali: una di 3.000 euro al progetto "E Adesso Torniamo a Casa" di Sergio Basso ed una di 2.000 euro al progetto "The Dark Side of the Sun" di Carlo Hintermann.
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