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Hachiko: la storia d'amore tra un cane e il suo padrone. Richard Gere in un film strappalacrime

Pubblicato da Carlo Griseri alle 11:15 in Festival di Roma


Hachi_3276.jpg

In attesa dell'incontro con il pubblico di domani, Richard Gere ha commosso la platea di giornalisti al Festival di Roma col suo ultimo film, "Hachiko: a dog's story" di Lasse Hallstrom.

Era in effetti prevedibile: la storia - vera - di un cane talmente fedele al suo padrone da continuare ad aspettarlo ogni giorno anche dopo la sua morte (del padrone ovviamente) per dieci anni fuori dalla stazione da cui era solito arrivare di ritorno dal lavoro. 

Era anche prevedibile che l'interpretazione di Gere (per quanto buona, in effetti) scomparisse di fianco a quella del cane, o meglio dei cani: una razza poco nota in occidente, l'akita, tipicamente giapponese.

Un cane, dicono, solitamente molto indipendente ma in questo caso protagonista di una storia unica per affetto e dedizione: scommettiamo in un boom di richieste di cuccioli di akita quest'inverno?

Il film, bisogna dirlo, è perfetto nel suo meccanismo di commozione (ma era difficile non riuscire in questo intento visto il tipo di storia!) ma decisamente imperfetto nella sua realizzazione. Un po' povero, forse.

La scelta di usare molto spesso una sorta di 'Hachi cam', con la visuale in soggettiva del cane, si poteva ad esempio evitare... Ma non mancano le scene da ricordare, come la cena a base di popcorn di padrone e animale, la sfida alla puzzola e molte ancora.

Il film uscirà a Natale in Italia, previsto (da noi di Cinefestival) un buon incasso al botteghino. Così come previsto un premio per Hachiko alla prossima edizione della Palm Dog

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Commenti

1. sara, Venerdì 16 Ottobre 2009 ore 13:29

spero non nasca la nuova moda dei cani hachiko... anche se sono bellissimi!

2. babara, Venerdì 16 Ottobre 2009 ore 19:21

Che bello!

3. mauro, Domenica 18 Ottobre 2009 ore 21:31

ennesimo insegnamento animale in contrapposizione ai .....nostri ,cioe' quelli cosiddetti umani !!!!!!!!!!

4. massimo, Lunedì 19 Ottobre 2009 ore 17:08

io ne ho uno da 11 anni é fantastico!!!!!!!!

5. Sara, Mercoledì 4 Novembre 2009 ore 21:24

...anke io ho un cane ke si kiama Hachiko(è un carlino) e pensare ke di questo film nn ne sapevo nulla!!! che bello nn vedo l'ora ke esca il film!!! XD

6. Antonio, Lunedì 30 Novembre 2009 ore 20:59

Anchio ho un cane di nome Hachiko ed è un akita inu di 1 anno e mezzo,e pensare che non ne sapevo niente di questo film.. Sto aspettando con ansia che esca il film..

 

 

7. Elena, Martedì 15 Dicembre 2009 ore 12:35

io sono al mio secondo Akita  il primo Kusha e il seconfo Takumi, sono cani eccezionali ma non per tutti, sono molto indipendenti e dominanti, non ci facciamo ingannare dal film che sicuramente sarà bellissimo, ma non possiamo pensare di passeggiare tranquillamente senza gunzaglio soprattutto se ci sono dei cani nei paraggi e anche con il guinzaglio non è di certo facile.

Sono l'amore della mia vita

ciao Elena

 

8. LUCIA, Lunedì 21 Dicembre 2009 ore 16:00

MI VIENE GIA' DA PIANGERE ADESSO,SOLO LEGGENDO LA

STORIA HO UN CAGNINO DA 12 ANNI,CHE MI RIEMPE D'AFFETTO,NON CI CREDEVO QUANDO MI HANNO DETTO CHE RICHARD AVEVA GIRATO 1 FILM CON UN CANE PECCATO DEVO ASPETTARE 30/12/!!!!!

 

9. Laura, Venerdì 1 Gennaio 2010 ore 22:08

Ho visto il film oggi... Gli animali sono adorabili e hanno tanto da insegnare.... il loro amore è unico! E per Sempre! Cosa mi piacerebbe averne uno così...

10. Elisabetta Lelli, Venerdì 1 Gennaio 2010 ore 23:59

Chi è questo critico? Conosce i cani? Non so. Questa recensione è fredda come una lastra di marmo; i cani sono altra cosa. Altro cuore, altra sensibilità. Altro. Mi rendo conto che il critico debba assumere un atteggiamento tecnico. Ma qui si rasenta il cinismo. Il rapporto tra il cane e l'essere umano è simbiosi assoluta, è qualcosa di perfettamente vivo ed amorevole, che trascende la tencnica glaciale ed ancor più aggettivi quali "strappalacrime" e "prevedibile", o frecciate come "richieste di cuccioli di akita" ad oltranza, (quand'anche fosse, mi auguro soltanto che i probabili akitiani siano all'altezza del loro cane!). Terribile, poi, "film perfetto nel suo meccanismo di commozione". Meccanismo di commozione?!? Ma che idioma è, questo? Meno freddezza e meno smaccatezza, per favore. I cani sono esseri modesti. Ed è qui, semplicemente, la loro grandezza. E la loro sublime umanità. 

11. Carlo Griseri, Sabato 2 Gennaio 2010 ore 09:23

Lungi da me criticare i cani in generale e in particolare quelli protagonisti di questo film: straordinari, come straordinaria è la storia che viene raccontata.

Il boom di richieste di cui parlo nell'articolo è una previsione che è anche una paura: quanti cuccioli di dalmata sono stati abbandonati dopo il boom dei 101? Gli akita non sono cani 'qualunque', la speranza è - come scrive Elisabetta - che i futuri padroni sappiano essere all'altezza. 

Per quanto riguarda il film (perché di un giudizio su quello si tratta, e non sul cane) confermo quanto ho scritto: la storia (vera) di Hachi è splendida, e il regista ha deciso di puntare tutto sulla commozione che suscita, senza sforzarsi di andare 'oltre'. 

Alcune scelte (la visuale soggettiva del cane) sono da cestinare, altre idee (come scritto nel pezzo) sono bellissime: una per tutte, la scena dei popcorn.

Se si giudicassero i film solo in base alle lacrime versate Hachiko entrerebbe nella mia personale top ten, ma (specie in casi come questi) un po' di distacco è necessario...

12. Chiara, Sabato 2 Gennaio 2010 ore 10:51

Elisabetta... nelle tue parole si coglie la differenza abissale tra semplice spettatore referenziale e spettatore critico.

Per te, per chi va al cinema per vedere una storia commovente e lasciarsene coinvolgere, Hachiko è un film toccante, a cui non fare nessuna critica, perchè ti dà quello che gli chiedi.

Ma un critico DEVE guardare il film con occhio distaccato, NON lasciandosi troppo coinvolgere dalla storia e dalle emozioni suscitate. Se così non fosse, non potremmo scrivere critiche e recensioni di molti film... penso ai film sulle grandi guerre, sulle stragi e i genocidi.

Carlo non è cinico, è semplicemente professionale. 

13. daniela, Domenica 3 Gennaio 2010 ore 05:43

spero con tutto il cuore che questo film insegni il valore della lealtà, fedeltà, amicizia. se il messaggio passa dovrebbe esserci un incremento delle adozioni dai canili  e una diminuzione degli abbandoni, ma ho poca fiducia nel genere umano e temo la moda prossima degli akita che poi non si sanno gestire e di conseguenza avremo i canili pieni di akita per i prossimi 10 anni

14. Giordano, Domenica 3 Gennaio 2010 ore 11:20

Sono venuto a conoscenza della storia di questo cane dopo un viaggio a Tokyo lo scorso anno e sono andato al cinema con grande interesse.. Alla fine del film ero commosso.. Mi è piaciuto molto! La semplicità del film ha trasmesso appieno il rapporto di amicizia e fedeltà che si era creato tra cane e uomo. Nulla di Hollywoodiano, ma la semplicità di una storia vera. Non sono un critico, di conseguenza non posso dare un giudizio tecnico, ma onestamente ho apprezzato molto la visuale soggettiva del cane. Siamo sempre abituati a considerarci gli esseri dominanti, superiori ed unici,  senza prendere mai in considerazone che forse (senza alcun dubbio e molto di più di certi esseri umani) anche gli animali sono soffrono, gioiscono e provano emozioni vere.

Quelle immagini mi hanno trasmesso questo tipo di emozione.    

15. Manuela, Domenica 3 Gennaio 2010 ore 19:35

La vera monotonia è quella di gran parte dei critici che ripetono a pappagallo sempre la stessa litania da cinici pseudointellettuali copiandosi gli uni con gli altri per affossare ogni film che offra emozioni positive e che parli delle cose semplici e vere dell'esistenza. Vorrei vedere loro tirare fuori un film da una storia praticamente senza storia, con l'andamento ripetitivo della vita e della pazienza affettiva e la concentrazione - tutta orientale - sui dettagli, sulle finezze dell'anima. Certo non grida questo film, non fa proclami, non punta i piedi e non si contorce su se stesso come tante menti nostrane ormai convinte che complicato significhi profondo e intelligente. Il regista ha compreso perfettamente il pensiero orientale e ha fatto un film con i tempi e la bellezza della poesia haiku, con l'essenzialità e la grazia di un disegno di Hiroshige, un'opera che sussurra e commuove. Resta e si ricorda quando si esce dalla sala, magari con qualche lacrima - e che male c'è? - Questo significa che qualcosa è passato. Questo basta, in un panorama - anche cinematografico - dove è tutto scivolare su effetti speciali, volgarità e minimalismo tanto chic.

E poi... meglio un bravo cane attore che tanti attori cani.

16. Elisabetta Lelli, Domenica 3 Gennaio 2010 ore 22:44

Non ho visto il film. Non ancora. Conosco la storia e conosco i cani. A nove anni vinsi il primo premio relativo ad un concorso indetto dall'ENPA sul tema "V Comandamento: non uccidere". Quella composizione venne dal cuore di una bambina che ebbe la fortuna di vivere e di crescere in un'oasi di verde, circondata da animali di ogni tipo, in una sorta di eden. E' certo che in me, quella bambina, non è mai maturata. Se ne sta lì, sul ramo, come un frutto ancora acerbo e il suo splendente color verde non vuol sbiadire negli anni ineluttabili della mia maturità. Senza cadere nella trappola del fanatismo, ma con la mente e con il cuore degli innocenti, ho avuto la fortuna di parlare con gatti, oche, formiche... cani. E di provare per tutto questo un amore assoluto, puro. La mia mamma, Maria Rita Angellotti, mi offrì l'amore verso gli animali e la natura ed io, quell'amore, l'ho accolto subito. Io non ho voluto vedere il film. Non ancora. E' probabile che mi infastidisca il "fenomeno". Perché non v'è nulla di fenomenale nella meravigliosa e semplice gentilezza che è nei cani, in ogni cane. Con la mia mamma ipotizzavamo un paradiso per gli animali, guardavamo nei loro occhi e sapevamo che non erano meramente animali ...bestie. Ci addormentavamo insieme ai nostri gatti, nel loro tepore, ai nostri cani, che vegliavano il nostro sonno. Quella meraviglia è viva in me, sebbene la mia mamma abbia raggiunto il suo paradiso, dopo otto anni di sofferenze terribili. Io SO che tutti gli animali della nostra storia ora sono con lei. Ho sempre amato gli animali e non ho visto il film. E mi scuso se, nel mio precedente commento, sono apparsa irruente ed a tratti irriverente. Ora, è probabile, potrete comprendere. Non ho visto il film, ma so che l'amore di un cane è incondizionato. Ed è per sempre, quand'anche non se ne sia fatto giuramento. Le parole son soltanto forme. L'amore, invece, si vede, si tocca, si sente. Ho amato molto gli animali. L'unico torto che mi hanno fatto? Quello di morire. 


A Chiara:

è certo che tu ed il tuo collega sappiate svolgere bene il vostro lavoro. Mi piacerebbe, però, in voi critici, un po' più di passione, l'aire a tutto.

A Manuela:

"Non c'è nulla che puoi vedere che non sia un fiore.

Non c'è nulla che puoi pensare che non sia la luna."

                                               (Matsuo Basho)

Un caro saluto agli altri.

Elisabetta

17. Carlo Griseri, Domenica 3 Gennaio 2010 ore 22:57

E' bello quando un film suscita la voglia di dialogare tra gli spettatori, e - come curatore di questo blog - non posso che essere contento che ciò accada in queste pagine.

Continuate a farlo, l'amore per gli animali - e il film di Hallstrom - sono sicuramente un buon argomento con cui iniziare il 2010 cinematografico! 

18. Elisabetta Lelli, Domenica 3 Gennaio 2010 ore 23:03

E' evidente che blog ed argomento destano interesse!

E' bello, sì.

 

19. Max, Lunedì 4 Gennaio 2010 ore 14:00

beh che dire: ho avuto un pastore maremmano x 15 anni e quando lo persi, piansi addolorato sul suo corpo. Quella fù l' ultima mia volta che piansi in genere. Accade nel lontano oramai 2003. Guardando in rete i vari filmati del film, la lacrima è scesa dopo 7 anni di siccità mia. Ieri ho visto il film e ho potuto ricordarmi di come anche il mio cane ( e lo sarà forse x tutti) era simile nelle cose date, a prescindere della razza. Proprio vero, come io ritenga la razza canina spsso miglire dell' uomo. pur non avendo più un cane con me, mi soffermo su ogni cane incontrato e respiro ciò che fui tempo fà. Grazie al mio cane, ho imparato moltissimo in termini di sensazioni interiori...

20. Elisabetta Lelli, Lunedì 4 Gennaio 2010 ore 15:24

Caro Max,

in molti esseri umani vige uno strampalato preconcetto. Spesso accade che taluni rinfaccino i bambini che muoiono di fame a chi, amando il proprio animale, ne piange la scomparsa. Mi sono chiesta più volte se davvero l'intelligenza/sensibilità umane siano migliori e superiori rispetto a quelle degli esseri cosiddetti inferiori. E altrettante volte mi sono sentita infinitamente piccola, inferiore io stessa. E comunque, la capacità di discernimento non è difficile da imparare. Sai? Io credo che gli animali ed i bambini siano gli esseri innocenti per eccellenza, scevri da ogni malignità, da ogni sporca ingerenza, da ogni male tipici di noi adulti. E Dio mi guardi dall'essere incapace di comprendere la diversità delle situazioni, delle azioni, dei soggetti e degli oggetti! Dunque, molti rinfacciano i bambini del Sahel a chi piange per la morte del proprio animale. Io diffido fortemente di costoro! Io credo anche che siano prorprio queste, le persone che, dall'ambone predicatrici ottuse, non fanno niente per i bambini che muoiono di fame. 

22. Elisabetta Lelli, Martedì 5 Gennaio 2010 ore 18:21

Carlo... lo temevo anch'io.

Ma, davvero, avevo riposto (ancora) fides nella natura umana. Credevo che l'intelligenza ed il buon senso avrebbero avuto la meglio sulle vogliette da compratrici compulsive in un negozio di borsette... Che tristezza. Ed una fatto è certo; gli "squali" vanno dov'è odore di sangue. Che perfetta simbiosi di idiozia!

:-((( 

23. christian, Martedì 5 Gennaio 2010 ore 23:31

elisabetta,lasciali stare...purtroppo sono gli umani l unica razza della quale avere paura...guerre,denaro,intrecci imbrogli,stupidita,egoismo,pedofilia...e tanto altro...non appartengono a loro,ma a noi umani....i cani sono una benedizione di dio,dovremo imparare da loro,ma siamo(sono)troppo pieni di se e dell egoismo innato x capirne la fedelta,lealta dedizione e impareggiabile ed incondizionato amore....e poi cari miei,la gente nel mondo muore di fame solo ed esclusivamente x colpa dell uomo!!!amero i cani x sempre,e cerchero di imparare da loro i pregi che la natura gli ha dato....

24. Manuela, Mercoledì 6 Gennaio 2010 ore 15:44

Sottoscrivo e condivido le tue parole Elisabetta perché ho avuto la fortuna di provare gli stessi sentimenti. Ti ringrazio per i versi che mi hai voluto regalare e per consolarti ti dico che non sono d'accordo sull'approccio imperturbabile da parte dei critici all'espressione artistica, qualsiasi essa sia. Il vero critico deve saper leggere in profondità un'opera e scandagliarla. Ma non puoi conoscere le profondità del mare se non t'immergi, se non ti bagni, se te ne stai sulla riva o riporti le cose dette da altri. Questo vale per ogni tipo di critica e di giornalismo "autentico". Sono critico d'arte e giornalista da diversi anni e non smetterò di difendere il giusto connubio di ragione, competenza e passione. Perché l'arte, anche cinematografica, è prima di tutto comunicazione ed espressione di emozioni. A noi il compito di valutare se il messaggio è passato e in che modo, ma non di biasimarne l'esistenza o di ridurne l'importanza.

25. Ash, Martedì 19 Gennaio 2010 ore 11:10

L'ho visto.

Come film non è un capolavoro, ma non ho mai pianto tanto per un film.

26. july, Mercoledì 20 Gennaio 2010 ore 00:04

é semplicemente meravigliosoooo!!!! Uno dei piu belli film che abbia mai visto!!!!

27. Rita e Antonio, Mercoledì 20 Gennaio 2010 ore 17:39

Ho un cane di questa razza in campagna, ha tre anni, è bellissimo, si chiama Tatò, è fedelissimo, manifesta tutta la sua gioia quando ti vede,siamo felici di averlo.

Ho visto il film ieri sera con mio marito, ci aveva tanto incuruiosito questa storia, commovente e veritiera nell'interpretazione del cane. Ciao Rita e Antonio  

28. Kitty, Venerdì 22 Gennaio 2010 ore 19:33

Haciko è un film commovente che mostra l' amore tra un cane ed il suo padrone; il loro legame speciale. Lo consiglio!!!!!!!!!!!

29. sara, Domenica 24 Gennaio 2010 ore 20:29

io o visti questo film e o pianto per 3 giorni e 1 storia bellissima ke fa capire i cani quanto valgono x ki nn la visto guardatelo xke e qualcosa di magnifico io lo visto 6 volte e ogni volta ke lo guardo nn smetto mai di piangere e bellissimooooooooo guardatelo comunque e una storia vera guarate su google storia di hakiko e esce la storia bellissima e da vedere e 1 storia magnifica cmq la parte iu emozionante e la fine.... ciao guardatelo.......hachiko sempre nel mio cuore

30. sara, Domenica 24 Gennaio 2010 ore 20:32

ai ragione ash nn e un capolavoro xo nn o mai pianto tanto per un film xke e unico bello davvero ciao a ttt e guardatelo cairate ke i cani sn dei oni di dio

31. Serry, Giovedì 28 Gennaio 2010 ore 11:07

secondo me invece è bella la "Hachi-cam" è come vedere le cose dal punto di vista di Hachi, mi è piaciuto come espediente...

Del film, cosa dire... Ho pianto per ben 40 minuti.. Solo pensando che è una storia vera ancora mi commuovo...

Lo ribadirò per sempre che gli animali hanno qualcosa che le persone non avranno mai e poi mai... Il loro amore, in ogni caso, indipendentemente dal tuo aspetto, dal tuo reddito, dal tuo modo di essere, sarà sempre e comunque spontaneo, sincero e disinteressato.. Cosa che noi persone abbiamo, ahimè, dimenticato da tempo... 

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