Gilliam parla di Heath Ledger: Era una persona straordinaria. Le foto di Cinefestival
Pubblicato da Carlo Griseri alle 16:11 in Festival di Roma
Incontro molto interessante quello con Terry Gilliam sul film "Parnassus": inevitabile che buona parte della discussione vertesse su Heath Ledger, all'ultimo lavoro, e sul loro rapporto.
"Era una persona straordinaria - ha detto - come uomo, come attore e come amico. Era pieno di vita e di energia, con un grande senso dell'umorismo e un pizzico di cattiveria, sembrava già vecchio per quanto era saggio. Abbiamo potuto vedere solo una piccola parte di lui, se ne è andato troppo presto".
"Il fatto Johnny, Jude e Colin abbiano accettato di finire il film è un altro segnale dell'amore che lo circondava, del rispetto che tutti avevano per lui. Ho voluto che Johnny Depp fosse il primo, non ero del tutto convinto che l'idea funzionasse. E' andata bene e abbiamo proseguito: Jude, curiosamente, era già stato interpellato prima che entrasse in gioco Ledger, e Colin ho voluto che fosse l'ultimo perché ha l'aria più da cattivo, doveva soffrire!".
"Lo specchio magico che vediamo nel film è il cinema stesso, come un po' tutta l'arte, che ci fa fuggire dal nostro piccolo mondo in un mondo che si vorrebbe fosse quello vero. E' quell'effetto sorpresa che oggi non c'è più, quando vado al cinema vedo sempre meno immaginazione".
"Non abbiamo modificato nulla del copione dopo la morte di Heath, tranne la trovata del cambiamento del volto. Il film che si vede è esattamente quello che io e Heath avevamo in mente all'inizio".
"Heath voleva diventare un regista, continuava a farmi domande sul mio metodo di lavoro, voleva sapere tutto. Sono sicuro che sarebbe stato bravissimo: ad un certo punto della lavorazione pensavo di inserirlo nei titoli come co-regista!".
"Ledger non era mai fuori ruolo, creava un personaggio camaleontico, cambiava in continuazione l'accento e le sue espressioni: anche per questo è stato semplice sostituirlo con tre attori diversi".
"C'è molto Shakespeare in questo film, c'è Prospero come Re Lear. Per le scene dell'imaginarium ho rubato da moltissimi artisti diversi, ma sono tutti morti e non ho paura che si arrabbino".
"Uno dei messaggi del film vuole essere che la vita è complicata e pericolosa, che ci sono ripercussioni se facciamo le scelte sbagliate".
"Viviamo in un mondo in cui si raccontano storie, anche se sempre meno interessanti e sempre più ripetitive, in televisione come al cinema: bisogna mettersi a leggere, in questo modo si ascolta solo una voce, buona o cattiva che sia una storia va raccontata così, non deve per forza rassicurare il pubblico".
"La post-produzione è stata complicata, non avevamo più soldi e abbiamo avuto bisogno di molti amici a cui chiedere aiuto e di molte tecniche da poter mischiare in modo da creare mondi sempre diversi. Abbiamo usato molto il blue screen".
Con lui sul palco anche Lily Cole, modella e attrice, che ha ricordato Ledger come "una persona che amava giocare, scherzava e ci sorprendeva in continuazione con nuovi trucchi. Voleva sempre scoprire cose nuove".
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