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Confessioni di due attori, Toni Servillo e Giuseppe Battiston, tra nuovi film e festival

Carlo Griseri avatar Martedì 23 Giugno 2009, 08:41 in Interviste di Carlo Griseri
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Qualche giorno fa vi avevamo riportato le interviste a tre attrici belle e di talento (Charlize Theron, Donatella Finocchiaro e Caterina Murino) concesse a diversi quotidiani, oggi invece tocca a due tra i migliori attori del momento, Toni Servillo e Giuseppe Battiston

Servillo, il più premiato della sua generazione, è impegnato a Napoli nelle riprese del nuovo film di Stefano Incerti, "Gorbaciof". Ne abbiamo parlato qualche settimana fa, oggi vi riportiamo quanto l'attore ha raccontato a Titta Fiore, che lo ha intervistato per "Il Mattino".

"Mi interessava accostarmi a un ambiente di solito poco frequentato dal cinema. (...) Noi raccontiamo di un mondo di 'penultimi' che vedono nel gioco soprattutto un mezzo per restare a galla", ha detto. 

Gorbaciof è "un uomo che conosce la vita nelle sue asprezze. Cammina rasente i muri come un topo, ma sa affrontare le cose a muso duro (...). Incerti riprende gli ultimi alla maniera di Kiarostami, tallonandoli con la cinepresa, e racconta tipi stravaganti, bislacchi e borderline che non sfigurebbero su un set di Kaurismaki". 

Contrariamente al suo personaggio, Servillo non ama il gioco. "L'idea di una partita a carte mi annoia profondamente. Ma questo non è un film sul gioco, (...) raccontiamo una storia che fotografa tante cose, le persone, i segni della città...".

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Giuseppe Battiston è in questi giorni sul set di "Cosa voglio di più", il nuovo film di Silvio Soldini con Alba Rohrwacher e Pierfrancesco Favino: ad intervistarlo è stato il quotidiano free press City, all'indomani dell'attribuzione del premio Hystrio per il teatro al suo spettacolo-monologo "Orson Welles' Roast" (nella foto sopra).

"E' un momento magico", ha confidato al microfono di Laura Zangarini. "E' più difficile che ci siano dei ruoli da protagonista per uno che ha la mia 'fisicità'. In Italia, naturalmente. All'estero è diverso. Però amo pensare che si possano mostrare le proprie qualità indipendentemente dalla stazza. Si possono perdere chili, ma non si può acquisire talento". 

L'intervistatrice gli chiede quale è la ricetta vincente del suo successo e lui risponde "conservare l'entusiasmo, l'energia, la volontà di cambiare se stessi prima che gli altri".

E poi, la confessione sul ruolo cinematografico più amato in carriera: "Sicuramente Romeo D'Avanzo, che è l'eroe di "Agata e la tempesta" di Soldini. (...) E' il personaggio più profondo che ho interpretato". 

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